Dopo la crisi dei mutui subprime, il dollaro si è deprezzato ulteriormente, favorendo tutti gli abitanti della Zona Euro che progettano da tempo un bel viaggio negli Stati Uniti o un investimento immobiliare a stelle e strisce. Un balzo in avanti dell’euro che da un lato, frena le esportazioni dei prodotti europei (soprattutto dei marchi di moda italiani) e dall’altro, rende più convenienti gli acquisti diretti in dollari (materie prime, ecc.).
In questa fase di cambiamento, in cui l’economia mondiale cerca nuovi assestamenti e rifugge il rischio di recessione, potrebbe quindi rivelarsi vantaggioso l’acquisto di dollari, di titoli di stato Usa e l’investimento in titoli immobiliari americani, nettamente favorevoli per gli europei che, grazie all’euro forte, possono affrontare qualunque progetto finanziario rivolto agli USA, dal viaggio all’investimento, attraverso i circuiti internazionali e i mezzi di pagamento più accreditati ed accettati negli Stati Uniti come American Express e Visa.
Grazie a questo
cambio favorevole, l’euro sta assumendo la posizione di
valuta dominante nella sfera economica mondiale e inoltre il raggiungimento/superamento del cambio
euro/dollaro ad
1,50 rappresenta una soglia di forte impatto psicologico che condiziona l’economia europea oltre che mondiale; perché il
dollaro americano, per oltre 40 anni, ha dominato gli affari economici mondiali, influenzandoli profondamente, mentre al contrario, il compito della
BCE è stato finora soprattutto quello di mantenere la stabilità dei prezzi della Zona Euro, impedendo all’inflazione di crescere oltre i limiti.
Anche se si ritiene che l’economia americana stenti e possa avvicinarsi ad una fase di recessione, obbligando la Federal Reserve ad abbassare ulteriormente i tassi di interesse, usando la strategia del cambio debole per affrontare questa fase di difficolta’ economica, gli investitori continuano a puntare su un Paese stabile come gli Stati Uniti.
Nonostante le aspettative del mercato pesino sul valore della moneta americana, il calo del costo del dollaro rende i prodotti americani particolarmente economici e gli Europei, che sono tra i maggiori detentori di liquidità, si possono avvalere del dollaro debole e della crisi dei mutui subprime per fare viaggi negli USA, per fare investimenti immobiliari e acquistare Titoli di Stato Usa, dando così nuovo slancio all’economia americana e premiando il futuro dei loro investimenti.
Questo articolo è stato pubblicato il Martedì, 4 Marzo 2008 alle 11:38 e classificato in american express, cambio, dollaro, investimenti, recessione. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.