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08 novembre 2005

Carte di credito: truffe via internet?

Oggi, scorrendo le notizie di Google News, ci balza agli occhi quest'articolo
In poche parole, dopo il solito titolo allarmante "Carte di credito, boom di truffe via Internet" si parla di un signore dipendente di un circuito di carte che nel 2003 è stato truffato dopo aver incautamente lasciato le proprie carte di credito al gentile cameriere di un ristorante, il quale al momento di generare la transazione le ha clonate con uno skimmer poi ritrovato dalla polizia nel suo armadietto.
Si citano poi un po' di dati e si conclude poi con un classico del genere, il phishing .

Mi vengono in mente un po' di considerazioni:

1) Non capisco cosa c'entra col titolo dell'articolo la truffa ai danni del signore al ristorante, a meno che non si tratti di un ristorante virtuale dove si mangia cibo virtuale. Il fatto poi che abbia lasciato fare il cameriere che al di fuori del suo sguardo ha pensato bene di frodarlo, non qualifica certo questo signore come uomo saggio, visto che quello è il modo con il quale avvengono la maggior parte delle truffe con carta di credito. Nell'articolo infatti si cita questo caso a mo' di esempio e che quindi può capitare a tutti se capita ad un signore che lavora a Cartasi.
Certo risponderei io, capita a tutti quelli che sono così superficiali e sbadati, per non dire altro (...) come quel signore.

2) Se si vuole fare una corretta informazione bisognerebbe quantomeno approfondire il discorso e invece di qualificare Internet come il luogo dei truffatori, si potrebbero chiaririre meglio le circostanze e vi rimando allo speciale antitruffa pubblicato dallo Staff di Carte di Credito. Dove si chiarisce che con un uso corretto della carta di credito, che conosce quali debbano essere gli accorgimenti per evitare simili situazioni, non si corre alcun rischio.

3) Non capisco questi grandi gruppi editoriali. Prima era evidente il motivo del tambureggiante vilipendio di Internet. Nessuno di loro aveva investito molti soldi sul web e chi lo aveva fatto aveva fallito. Di conseguenza che ci fosse un media che poteva attrarre della pubblicità al di fuori dei circuiti tradizionali era un fenomeno da screditare strategicamente. Il problema è che questi signori potrebbero avvertire i loro dipendenti giornalisti e fargli capire che adesso anche per Corriere, Repubblica etc. le cose stanno andando meglio e ci sono profitti.
Nonostante ciò si continua.

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