Storia dei sistemi di pagamento

La guida completa sulle carte di credito.

Fin dall’antichità, l’uomo ha sempre cercato uno strumento attraverso il quale poter effettuare scambi di beni, strumento che necessariamente doveva avere in sé un valore oggettivamente riconosciuto dal contesto sociale. Con il passare dei secoli e l’accelerazione imposta alla sfera economico-sociale dalla rivoluzione industriale non è stato più sufficiente il riconoscimento oggettivo di un valore conferito ad un mezzo di pagamento, il denaro nel caso specifico, ma si è avvertita l’esigenza di uno strumento più pratico e leggero.

Ed ecco che cominciano a circolare assegni, cambiali, pagherò, veri e propri “pezzi di carta�? a cui la presenza di requisiti specifici, come la firma, l’indicazione del luogo e della data, l’indicazione di un istituto garante per il firmatario, conferiscono il valore del denaro. In seguito alle guerre del secolo scorso ed alle relative svalutazioni monetarie, si avverte l’esigenza di creare un sistema di pagamento che coniughi la praticità, la garanzia e l’immediatezza del riscontro da parte di cedente e accettante. E’ proprio negli anni successivi al secondo conflitto mondiale che le banche cominciano a progettare delle carte di pagamento: personali, garantite, pratiche, in grado di permettere all’utente di effettuare transazioni senza necessità di avere fisicamente con sé denaro contante.

La nascita negli USA

L'intero sistema che permette di effettuare le transazioni di pagamento in pochi secondi è stato realizzato in circa quarant’anni, anche se ha assunto forme e modalità a cui siamo oggi abituati, solo negli ultimi vent'anni. Sono gli anni ’50 quando l’American Express e la Bank of America iniziano ad investire ed a credere in questo rivoluzionario sistema di pagamento. Bank of America lancia nel 1958 una carta di pagamento, il cui utilizzo è limitato alla California.

Non è un caso che le carte di pagamento trovino la loro genesi in un contesto economico vivace, con enormi potenzialità ed in constante, grande, sviluppo come si presenta la California degli anni ’50: un ambito in cui si incrociano tutte le esigenze a cui le carte di pagamento vanno incontro. Prima fra tutte l’impossibilità e la limitata sicurezza di trasportare e far circolare ingenti somme di denaro.

In seconda battuta la necessità di concludere affari e transazioni in tempo reale, in un’economia in cui è necessario approfittare anche del momento per realizzare guadagni e cogliere occasioni. Dieci anni più tardi, frutto del gradimento di questi sistemi di pagamento nei settori dell’industria e del commercio, quattro banche della California entrano in competizione con la Bank of America fondando il circuito MasterCharge.


La diffusione negli anni '60

La grande diffusione delle carte di credito negli Usa arriva però tra gli anni '60 e '70, quando cioè tali strumenti cominciano a giocare un ruolo di fondamentale importanza anche nel settore dei servizi. Ciò, oltre a provocare un repentino aumento delle transazioni effettuate mediante le carte di pagamento, coinvolge nell’utilizzo delle stesse non più solo i ceti alti della grande industria e del commercio, ma anche il ceto medio.

Alla fine degli anni ‘70 la maggior parte delle carte di credito create e rimaste fino ad allora indipendenti vengono inglobate nei due circuiti principali. Nel 1970 viene fondata la National BankAmericard Corporation (NABANCO), che riunisce Bank of America ed altre banche che emettono carte di pagamento su sua licenza, per fornire ai soci vari servizi, tra cui l'autorizzazione, la compensazione e il controllo delle frodi.

Nel 1974 viene fondata un'organizzazione internazionale, la International BankAmericard Corporation (IBANCO), per creare ed appoggiare un programma mondiale di carte bancarie. Vengono lanciate, negli Stati Uniti e in altri 15 paesi, le carte BankAmericard blu, bianche e oro. Nel 1977 NABANCO diventa Visa USA e IBANCO diventa Visa International, e gli istituti finanziari soci iniziano ad emettere le prime carte Visa.

Contemporaneamente la strada dell’internazionalizzazione viene imboccata anche dal circuito MasterCharge che modifica il suo nome in Mastercard.

E’ questo il periodo della svolta anche da un punto di vista tecnologico: sulle carte viene apposta una banda magnetica, che ne aumenta esponenzialmente la rapidità e facilità di riconoscimento e di accettazione dalla parte dell’esercente.

La nascita del mercato Italiano

In Italia lo sviluppo e la diffusione delle carte di pagamento ha seguito di pari passo la crescita economica ed i suoi momenti critici. Senza dubbio vi è anche stata una maggiore resistenza culturale verso sistemi di pagamento alternativi al cash e agli assegni.

Questa iniziale sfiducia, però, è ben presto tramontata, lasciando spazio alla diffusione delle carte di pagamento. Il primo player sul mercato nazionale è stato Diners, che ha emesso la prima carta di credito all’inizio degli anni ’60. Al termine dello stesso decennio anche Bankamericard e American Express entrano sul mercato italiano.

La competizione tra gli operatori del mercato delle carte di pagamento resta tutta americana fino alla metà degli anni ’80, momento in cui le maggiori banche italiane, sotto l’egida dell’A.B.I. danno vita ai dei Servizi Interbancari, il nuovo circuito SI che si pone da subito ai vertici del mercato interno.

Servizi Interbancari diventa poi CartaSi S.p.A., ad oggi il player principale in Italia, con un bacino di utenze in continua crescita, grazie anche alla diversificazione delle carte e dei servizi ad esse connessi che vanno nella direzione di una maggiore soddisfazione di esigenze quanto più settorializzate.

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